Mi è capitato più volte che mi chiedessero cosa fosse la Psicoterapia o che differenza ci fosse tra uno psicologo e uno psicoterapeuta.
“Non sono forse tutti strizzarcervelli?”
E così mi sono resa conto che non è facile capirlo e a dirla tutta, neanche spiegarlo.
Un’idea piuttosto diffusa è che andare dallo psicologo equivalga ad essere malati di mente, ma questo è solo un retaggio culturale. Negli USA ad esempio, avere il proprio terapeuta è come avere il proprio dentista: uno specialista a cui rivolgersi per migliorare la propria qualità di vita.
Ma chi è lo Psicologo?
È un professionista laureato in psicologia e iscritto all’ordine degli psicologi.
Il suo lavoro è orientare le persone quando si trovano in un momento di crisi.
Nella vita si presentano eventi cruciali, momenti determinanti che segnano un cambio direzione. Da quel momento in avanti la vita prenderà una rotta precisa: un matrimonio, la scelta della facoltà universitaria o anche la fine di una storia d’amore. In questi casi uno psicologo può individuare le proprie risorse o che semplicemente stimolare i propri punti di forza per fronteggiare il momento di difficoltà.
E lo Psicoterapeuta?
Lo psicoterapeuta è uno psicologo che ha proseguito gli studi con una scuola quadriennale di psicoterapia. Ha un diverso bagaglio di conoscenze e strumenti di lavoro.
È a lui che ci si rivolge per alleviare la sofferenza quando alcuni aspetti emotivi, relazionali o comportamentali sono vissuti come fonte di disagio e vanno ad invadere uno o più ambiti della propria vita: quello lavorativo, quello sentimentale o quello sociale.
Ma non finisce qui, si può contattare uno psicoterapeuta anche semplicemente per una conoscenza più autentica di Sé e quindi degli altri, ottenendo un maggiore stato di benessere.
E allora cos’è la Psicoterapia?
La psicoterapia è un viaggio di cui si decide la partenza, ma non si conosce la meta
È volare sulle bianche cime innevate e scivolare giù fino agli abissi più bui e profondi,
passando per foreste umide e ombrate abitate da maestosi uccelli e farfalle iridescenti
È ritrovarsi in sconfinati deserti con le labbra secche e consumate dall’arsura,
ma scoprirsi più resistenti di quel che si pensava
È voltarsi e vedere in quel deserto campi di grano dorati e papaveri rossi.
In questo viaggio si scopre il tempo, il proprio tempo
ci sono momenti velocissimi, altri invece lentissimi…
ci sono giorni in cui vorresti solo fermarti e riposarti
altri invece, in cui vorresti non esser mai partito perché le ferite prodotte dalle intemperie fanno male
e rimanere nel proprio mondo conosciuto è decisamente più comodo.
Certe notti puoi vedere le stelle
e scorgerne una che ti fa vibrare il cuore così forte che capisci che sta tutto lì…
nel rimanere con il naso all’insù…
E poi dopo aver camminato a lungo
seguendo vecchi binari e giovani cavalli,
dopo aver camminato a piedi nudi così tanto
da pensare di aver raggiunto la fine del mondo in cima a quel burrone
non ti rimane altro da fare che chiudere gli occhi mentre l’aria ti attraversa le narici e scende giù fino ai polmoni.
Il cuore ormai è un tamburo indigeno che dà forza e coraggio
si piega il bordo del labbro
perché riconosci quel suono ancestrale che da tempo avevi silenziato…
prendi una gran rincorsa e salti giù…
ma quando con la punta dei piedi sfiori l’acqua
una nuvola di polvere ti avvolge e sostiene
mentre tu leggera come una fenice dorata ti rigeneri e spicchi il volo
leggiadra in alto verso il cielo
e allora tutto si svela:
il mondo è solo una parte dell’universo ancora più grande
e quella libertà sarà un rinnovarsi continuo se solo tu te lo permetterai.
La terapia non fornisce un paio di lenti nuove per guardarsi,
ma permette di togliere i vecchi ritagli di giornale incollati sullo specchio dove ti guardavi da molto tempo, ormai troppo..
la terapia è un viaggio che permette di conoscere nuovi posti, che sono dentro e fuori di noi, sono negli altri e puoi esplorarli anche grazie agli altri e con gli altri…
È tempo di partire… fai buon viaggio!
