Parliamo di Psico-oncologia

L’uomo si declina in una miriade di sfumature e la ricchezza sta nella diversità che rende unici e irripetibili.
Il corpo non è mero corrispondente della persona, ma è involucro e contenitore che porta la storia e le emozioni di colui che lo abita.
Penso, ad esempio, alla delicatezza di un corpo attempato, che non è semplicemente e riduttivamente un anziano, ma foriero di esperienza,  di emozioni, di storie, un portatore di vita vissuta.

La malattia innominabile

Lo spirito di osservazione e la curiosità caratteristici dell’età infantile mi hanno da sempre spinta a cercare di capire la storia di chi diverso da me.
Eppure quando da piccola incontravo un corpo sofferente con il capo avvolto in una foulard non era mai chiara la storia che raccontasse.
 “Un brutto male” le parole più sentite, poi il silenzio.
Indefinito, non capisci cosa significa, ma capisci che è bene non chiedere altro. È meglio tacere per non sconfinare nel labirinto doloroso in cui l’altro è perso. 

È difficile anche solo nominarlo il CANCRO. Eppure esiste, c’è. 

E non parlarne accresce la bolla di sapone che ottunde chi improvvisamente si ritrova quest’ospite inquietante nella propria vita.  
Il cancro colpisce chiunque: ricchi e poveri, uomini e donne, anziani, giovani e persino bambini. Colpisce direttamente uno, trasversalmente molti (caregiver, famiglia, amici, colleghi). Invade più aspetti della vita di una persona, quello fisico in primis, ma anche quello relazionale, familiare e lavorativo. Impone la sospensione della progettualità. Obbliga ad un confronto con la morte.

Nasce la Psico-oncologia

La malattia organica influenza non solo la biologia del corpo, ma anche le rappresentazioni mentali che l’individuo ha di sé stesso, delle proprie relazioni e del proprio futuro. Solo di recente si è iniziato a porre attenzione agli aspetti psicologici delle persone affette da cancro e sempre di più si è capita l’importanza di non trascurare i vissuti di chi affronta un percorso di cura oncologica.

È fondamentale riuscire a dare voce alla rabbia, alla paura, alla tristezza.

Riconoscersi nel corpo che cambia e che, a sua volta, modifica l’immagine di sé stessi.

Un evento improvviso e irruente come il cancro scuote violentemente l’individuo e il confronto con la morte impone una riorganizzazione delle priorità. E’ molto frequente che posto di fronte alla propria finitudine l’uomo si apra alla possibilità di una vita più autentica. 

Chi è lo Psico-oncologo

Lo Psico-oncologo è uno psicologo, psicoterapeuta, specializzato in psicologia oncologia, che assiste in tutte le fasi della malattia: dalla diagnosi alla guarigione  o, nei casi più nefasti, all’accompagnamento al fine vita per il malato e/o per i suoi cari. 
Si occupa anche dell’equipe medica, medici e infermieri, i quali lavorando costantemente con la sofferenza e la morte sono più esposti a sviluppare la Sindrome da Burn-out.
Lo Psico-oncologo è un professionista munito di strumenti adeguati per accompagnare  durante la tempesta chi viene colpito dalla malattia cancro.

Nella vita molte cose dipendono dalle scelte effettuate; altre, invece, non dipendono affatto dalla nostra volontà.

Accadono.

Tu, però, puoi scegliere il modo in cui viverle.

 

 

 

 

Psicoterapia a distanza: è efficace la seduta online?

Il particolare periodo storico che stiamo vivendo è un’occasione per constatare quanto gli eventi influiscano sulla nostra vita. La pandemia ha rivoluzionato i nostri rapporti interpersonali insegnandoci a vedere il sorriso negli occhi, a sentirci vicini pur restando lontani, ad utilizzare strumenti tecnologici anche a chi era più refrattario. 
Negli ultimi mesi si è assistito ad un considerevole aumento delle attività in remoto: e-commerce, smart working, didattica a distanza per citarne alcune. Tra queste ha fatto capolino anche l’e-health, termine che indica l’uso di strumenti digitali al servizio della salute. Ma se in alcuni ambiti si fremeva per lo sbarco della digitalizzazione, in altri si guarda  ancora con sospetto. È il caso della Psicoterapia online.
Proviamo ad esaminarne pro e contro e valutarne l’efficacia.

Vantaggi

  • riduce i  tempi impiegati negli spostamenti (soprattutto nelle grandi città)
  • evita eventuale imbarazzo nell’essere visti recarsi da uno specialista della salute mentale 
  • dà accesso al servizio anche a persone disabili o con difficoltà a raggiungere uno studio 
  • permette anche a chi è all’estero di iniziare un percorso nella propria lingua madre (la lingua della sfera emotiva)
  • permette un ventaglio di scelta più ampio 

Svantaggi

  • limita la visuale del linguaggio non verbale e paraverbale
  • necessita di uno spazio in casa riservato 
  • necessita di un’ottima connessione
  • impedisce ogni minimo contatto come una stretta di mano
  • ad alcuni pazienti piace recarsi in studio, custodire uno spazio fisico definito e non invaso dalla quotidianità. Questa modalità non lo permette.

    Dunque i pro e dei contro richiamano soprattutto una sfera soggettiva

    la Psicoterapia online è efficace?

 

Studi scientifici dimostrano l’efficacia della terapia online al pari della terapia vis à vis, soprattutto per quadri patologici legati all’ansia e alla depressione, risultati meno soddisfacenti, invece, si ottengono per patologie più gravi.
Questa riflessione non vuole essere una risposta scientifica per la quale rimando ad articoli accademici, ma solo una considerazione divulgativa sulle declinazioni della psicoterapia.
Certamente la psicoterapia online richiede più impegno da parte del tuo terapeuta per stabilire una  buona relazione. Il legame e la fiducia potrebbero procedere più lentamente. Ma ciò che conta davvero nel percorso terapeutico in presenza o in remoto è proprio la relazione, è solo dall’incontro vero e autentico con l’Altro che si apre la possibilità del cambiamento e del nuovo. Un incontro che troverai nell’accoglienza, nello scambio, nell’assenza di giudizio e nella volontà di fare un pezzetto di viaggio insieme per scoprire nuove opportunità.
Questa è la terapia.
Ci sono diversi orientamenti (psicodinamico, cognitivo-comportamentale, sistemico-relazionale ecc.) e il terapeuta si forma seguendo quello che più lo rappresenta. Poi c’è la persona. Nell’incontro con l’altro, proprio come te, il terapeuta porta la sua storia, i suoi vissuti, le sue emozioni. Quando decidi di intraprendere un percorso vai ad incontrare la persona che sta dietro il professionista.  Affinché il viaggio porti a destinazione è importante che tu sia a tuo agio nell’incontro, la modalità in presenza o in remoto è solo uno strumento.
Viaggiare in aereo per andare un po’ sopra le nuvole oppure in sella ad un cavallo per sentire l’aria sul viso… è solo una questione di gusti, ciò che conta è il cammino.

E tu che viaggiatore sei?

La Mia Terapeuta